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Liturgia

CEC DON BOSCO Liturgia Feste Mariane

Feste Mariane
Le origini in Oriente
1° gennaio:
      Maria SS. Madre di Dio

15 agosto: Assunzione
      della B. V. Maria

8 dicembre: Immacolata
      Concezione di Maria

Per celebrare

Presentazione

Donna, di cui nulla si era detto
eccetto che si era fidanzata
e che un angelo venne ad annunciarle
“Sei stata scelta fra tutte le donne”
oggi la terra e il cielo ti cantano lieta e benedetta: beata sei, Madonna!

Donna di cui nulla si era detto
eccetto che aveva partorito
un figlio nel paese di Giudea
- dei pastori l’avevan raccontato -
oggi la terra e il cielo ti cantano lieta e benedetta: beata sei, Madonna!

Donna di cui nulla si era detto
eccetto che aveva, per tre giorni,
cercato il figlio che sembrava perso
- ma in cuor suo non aveva compreso –
oggi la terra e il cielo ti cantano lieta e benedetta: beata sei, Madonna!

Donna di cui nulla si era detto
eccetto che a Cana, per le nozze,
era accanto a Gesù, che trasformava
l’acqua in vino, e credettero in lui,
oggi la terra e il cielo ti cantano lieta e benedetta: beata sei, Madonna!

Donna, di cui nulla si era detto
eccetto che in piedi, sul Calvario,
stava col Figlio, mentre fra i banditi
egli moriva, aprendo alte le braccia,
oggi la terra e il cielo ti cantano lieta e benedetta: beata sei, Madonna!

Donna, di cui nulla si era detto
eccetto che pregava con coloro
che le lingue di fuoco hanno bruciato,
nel battesimo fatto dallo Spirito
oggi la terra e il cielo ti cantano lieta e benedetta: beata sei, Madonna!

D. Rimaud da Ma quale amore mai, Elledici 1984, p. 87


Esiste oggi un vasto consenso (anche ecumenico) sul fatto che Maria costituisce un modello di realizzazione dell’esistenza cristiana. Maria, secondo l’intuizione della pietà popolare e in particolare della tradizione ortodossa, non è un personaggio del passato, ma una presenza attiva e operante all’interno della comunione dei santi. Superando l’impostazione che fa di Maria un esempio straordinario, del tutto staccato da noi, siamo chiamati a riconoscerne la presenza legata alla sua condizione gloriosa, e a ripercorrere il suo itinerario di fede per attingere da ciò che lei ha vissuto. Due vie sono possibili: la preghiera personale e la liturgia, che celebrando il memoriale del Signore fa memoria anche della vergine Maria attualizzando il mistero della salvezza a cui lei ha partecipato. La Chiesa, riconoscendo la santità di Maria al di sopra di tutte le creature, ha intuito in lei una “eccedenza di realtà cristiana” che la rende un esempio per tutti i credenti: tipo della chiesa e prima cristiana, modello del discepolo di Cristo, oltre che sua madre.
  • Maria modello del discepolo. Nell’esperienza di Maria troviamo gli elementi tipici del discepolato: la chiamata (cf. l’annunciazione), l’adesione obbediente, il rapporto con la persona di Gesù e il suo riconoscerlo come Signore, l’ascolto della parola del Maestro. L’evangelista Luca presenta Maria nel segno dell’accoglienza della parola, anzi nel segno della disponibilità e fiducia nell’efficacia salvifica insita nella parola.  Maria, dunque, immagine del discepolo che accoglie la parola, la vive, la mette in pratica nel servizio.
  • Maria modello nella fede. Durante la vita pubblica di Gesù “raccolse le parole con le quali il Figlio, esaltando il Regno, al di sopra dei rapporti e dei vincoli della carne e del sangue, proclamò beati quelli che ascoltano e custodiscono la parola di Dio, come essa fedelmente faceva” (Lumen Gentium  n. 58). La fede di Maria, se è adesione totale alla potenza di Dio, sperimenta anche la situazione del non comprendere (ad esempio, dopo aver ritrovato Gesù fanciullo tra i dottori nel tempio). Anche il dialogo con Gesù a Cana è segno forse della difficoltà di Maria a cogliere fino in fondo il mistero di grazia in cui è coinvolta. L’itinerario di fede di Maria si compie ai piedi della croce.
  • Maria modello del servizio. Il termine “serva” con cui Maria risponde all’angelo richiama  il comando  di farsi servi rivolto da Gesù ai suoi discepoli. Un aspetto peculiare di Maria in questo senso è però il farsi serva nel riconoscimento del proprio limite, della propria fragilità e debolezza. E’ grazie alla consapevolezza di questa povertà che può “leggere” nella sua storia il compimento della parola annunciata.
Cettina Militello, Maria immagine del discepolo che accoglie e vive la Parola, Rivista Liturgica 75/1988, pp. 69-81


La traccia per le feste mariane pubblicata in questa pagina web è curata da Luciana Ruatta, collaboratrice dell’Ufficio liturgico della Diocesi di Torino.



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