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CEC DON BOSCO Liturgia La Messa nella Domenica Domenica prossima |
Le tracce per le celebrazioni domenicali, che pubblichiamo ogni lunedì che precede la festa, sono curate dal diacono Giovanni Marchioni.
Anno A
21ª Domenica del Tempo Ordinario
«Tu sei il Cristo», «Tu sei Pietro»
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Introduzione
Spesso rimaniamo spiazzati dalla realtà, che pretendiamo sia conforme al nostro punto di vista. Quando analizziamo o valutiamo un oggetto, noi pensiamo o giudichiamo secondo un punto di vista particolare. Basti pensare che la limitazione della mente è tale che essa non può mai scorgere tre lati di un edificio contemporaneamente. Il pericolo comincia quando, completamente presi in una prospettiva, cerchiamo di esaminare una parte come se fosse il tutto. Alla luce incerta di questa prospettiva, persino la visione della parte risulta alterata. Così, mentre siamo convinti di vedere con chiarezza come stanno realmente le cose, in verità siamo noi ad attribuire significati e valori alle situazioni, interpretate e deformate in base ai nostri desideri, alle nostre aspettative. Lasciamoci abitare dal Signore, apriamogli il nostro cuore e la nostra mente, e allora conosceremo il vero senso della vita e della storia: la realizzazione del Regno di Dio. torna su
Atto penitenziale
Se avessimo la fede e l’amore che ti meriti, Signore, non cadremmo nel peccato. Ma tu sai che siamo poveri uomini, che hanno bisogno del tuo perdono.
· Signore, che rispondi a chi ti invoca, abbi pietà di noi… · Cristo, che sei il Figlio del Dio vivente, perdona le nostre colpe… · Signore, che sei sapienza infinita, abbi pietà di noi… torna su
Presentazione della Parola di Dio
· Prima lettura - Is 22,19-23: Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide. L’autorità che esercita il suo potere per fini personali non è benvista da Dio, che interviene per sostituire gli uomini indegni con persone oneste e di fede sincera. · Dal Salmo 137: Signore, il tuo amore è per sempre. Colui che si rivolge al Signore, consapevole di essere sua creatura, avrà sostegno da Dio, fedele e misericordioso. · Seconda lettura - Rm 11,33-36: Da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A Dio sia gloria nei secoli perché è il principio e il fine di ogni cosa. Nessuno può essere al pari di lui e i suoi pensieri sono insondabili. Egli è onnipotente e onnisciente. · Vangelo - Mt 16,13-20: Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli. La gente pensa che Gesù sia un profeta, alcuni parlano addirittura di Giovanni Battista, di Elia o di Geremia. Ma Pietro svela la verità: Gesù è il Cristo. Sulla professione di fede fatta da Pietro Gesù edificherà la sua Chiesa. torna su
Annunciare la parola
· La cultura moderna sembra costruita interamente su una concezione soggettivistica del conoscere, che non accredita alla mente umana la capacità di attingere l'essere delle cose e di riconoscerle per quello che sono, ma di percepirne soltanto le apparenze, o alcuni fenomeni attesi e dunque ritenuti evidenti. Per questo siamo arrivati al punto che "nessuna epoca ha saputo, come la nostra, presentare il suo sapere intorno all'uomo e alla realtà in modo così efficace e affascinante, né a comunicarlo in modo tanto rapido e facile. E'anche vero, però, che nessuna epoca ha saputo meno della nostra che cosa sia l'uomo. Mai l'uomo ha assunto aspetti così problematici come ai nostri giorni" (M. Heidegger). · Infatti ogni uomo coltiva la convinzione che la propria visione del mondo, che il proprio punto di vista sia quello vero, l'unico vero: di conseguenza le sue azioni non potranno che dipendere dal proprio giudizio, considerato un assoluto. Gli altri, con le loro verità, vengono ridotti a persone con cui convivere, tollerando ciascuno i capricci dell'altro, tanto che la società diventa un sistema di norme che regolano i singoli egoismi, i singoli modi di interpretare la vita, mentre la libertà si riduce alla possibilità, che ogni individuo si arroga, di stabilire ciò che è bene o ciò che è male. · Penso giusto avere un figlio a 65 anni? Lo avrò. Mi va di sperperare i soldi? Tanto sono miei... Migliaia, forse milioni di persone muoiono ogni anno per l'inquinamento? E' il normale prezzo del progresso... Qualcuno si scandalizza per la clonazione, l'aborto, i divorzi facili, il mancato rispetto dei diritti elementari di tante persone, specialmente dei più deboli? Qualsiasi cosa viene giustificata, pur di tutelare l'interesse, il desiderio, il punto di vista di qualcuno, tanto che la menzogna come la calunnia, la frode come l'inganno, la prepotenza come la violenza sono diventati gli strumenti che, insieme alla seduzione, hanno coperto, sporcato e ingannato la verità. · L'uomo, insomma, si ritiene tanto più adulto quanto più può decidere della sua vita come gli aggrada, senza vincoli di sorta, né materiali, né morali. È chiaro che chi pensa così non può dare alcuna importanza all'insegnamento della Chiesa, che pretende di essere depositaria e custode della verità sull'uomo: "In comunione con le migliori aspirazioni degli uomini e soffrendo di vederle insoddisfatte, la Chiesa desidera aiutarli a raggiungere la loro piena fioritura, e a questo fine offre loro ciò che possiede in proprio: una visione globale dell'uomo e dell'umanità" (Populorum Progressio n. 13). · La risposta dell'uomo d'oggi, solitamente, è un secco: "No, non ci sto! Tu Chiesa mi dici quali criteri devo seguire nel vivere la mia sessualità, o nel gestire i miei soldi, nell'impostare il mio lavoro? Come ti permetti? Sono affari miei, che decido come mi pare, o comunque come ritengo giusto!". Le Letture di oggi smascherano questi atteggiamenti, che riducono la verità a un giudizio relativo e soggettivo. Isaia, infatti, ci presenta un personaggio importante, pieno di potere e superbia, il quale aveva il compito di "aprire e chiudere le porte della casa del re". Ebbene, costui viene sconfessato da Dio, il quale lo sostituirà con un uomo umile e devoto, che diverrà il maggiordomo del re e avrà le chiavi del regno (Is 22,19-23). · Questa sarà anche la funzione di Pietro nella Chiesa, anticipo del regno di Dio. Pietro viene nominato "maggiordomo" di Dio, nel senso che ciò che lui "scioglierà o legherà" (Mt 16,19), sarà sciolto o legato nei cieli. Un'immagine per dire che Pietro, e con lui i suoi successori, cioè i Papi, hanno le chiavi del regno, possono cioè guidare i fedeli, indirizzarli verso la verità, la via della salvezza. La verità e la giustizia, però, non sono l'espressione del punto di vista di Pietro, non è il Papa che le crea o le determina: è Dio: "Beato te, Simone, figlio di Giona, perché nè la carne nè il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli" (Mt 16,17). · Dio solo conosce il senso del vivere; Dio solo conosce il destino del mondo; Dio solo sa la verità circa la realtà delle cose. E questa verità non è conquistabile dall'uomo, il quale non può che aprirsi alla meraviglia e lodare il Signore, unendosi all'inno di S. Paolo: "O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!" (Rm 11,33). · Ma Dio si rivela in Cristo, in lui ci svela la verità, ci dice come e perché si ha da vivere. Lo ha ben capito Pietro, quando esclama: "Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente!" (Mt 16,16). E' questa la verità che prima Pietro e poi il Papa annunciano e gridano dai tetti: "Aprite le porte a Cristo! Non abbiate paura: affidatevi a Gesù!" (Giovanni Paolo II). Farsi obbedienti al Papa e al Magistero della Chiesa non significa dunque ridursi a burattini irresponsabili, bensì riconoscere che nella loro voce c’è l’annuncio di Cristo, il volto di Dio. · In tal modo il cristiano vivrà l'obbedienza, che non è uno svilirsi, ma un esaltare la propria umanità, vista nella sua prospettiva di partecipazione alla divinità di Cristo: "Vi prego: rendetevi conto che la vera maniera per vivere di fede è obbedire... seguendo la strada della croce. E il cammino dell'obbedienza porta proprio alla spoliazione totale, alla rinuncia completa delle nostre prospettive. Io mi son fatto il progetto, io mi son fatto l'ideale... no, tutto questo è falso. La perfezione della fede cristiana non consiste nell'attuare il proprio progetto sopraffino, squisito, eccezionale, autentico. La perfezione della fede pasquale consiste nell'accettare di essere crocifisso. Attraverso l'obbedienza. · Naturalmente questo comporta delle grosse responsabilità per chi ha la funzione di essere interprete della volontà di Dio presso gli uomini. Però la strada è questa: obbedire ai cenni di Dio, amplificati e tradotti dalla Chiesa (cf E. Manfredini, L'elezione e la fede pasquale, Edizioni Centro Manfredini Piacenza, p. 60). torna su
Preghiera dei fedeli
Signore, la tua bontà dura per sempre, tanto che non abbandoni l’opera delle tue mani. Ascolta le nostre preghiere e accresci la nostra fede, perché possiamo essere cristiani fedeli e coerenti. Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.
1. Perché la Chiesa non si allontani mai da Cristo, sua sorgente e fine, ma attraversi la storia annunciando il Vangelo. Preghiamo. 2. Per il Papa, perché confermi con la parola la fede della Chiesa e ne testimoni al mondo la coerenza. Preghiamo. 3. Perché le Chiese e le comunità ecclesiali, divise in varie confessioni, riscoprano Cristo come unico salvatore e redentore e superino le difficoltà che ancora esistono verso una piena comunione. Preghiamo. 4. Per tutti i battezzati che vivono una fede tiepida e “impolverata”, perché riscoprano che solo il Cristo è il Figlio di Dio e solo in lui c’è la salvezza dell’uomo. Preghiamo. 5. Per la nostra comunità, perché le attività, l’organizzazione e l’attenzione alle strutture siano sempre espressione della fede in Cristo salvatore. Preghiamo.
Ti rendiamo grazie, o Padre, perché ascolti le parole della nostra bocca e consideri le nostre preghiere. Fa che siano secondo il tuo volere e il tuo disegno provvidente. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. torna su
Monizione alla preghiera del Signore
Come membri della Chiesa istituita da Gesù preghiamo dicendo…
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