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Liturgia

CEC DON BOSCO Liturgia Domenica adolescenti III domenica del Tempo di Quaresima

Domenica adolescenti

24 Febbraio 2008 - III domenica di Quaresima


Dal Vangelo secondo Giovanni  4, 5-26. 28.30. 39-42

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Carissima Chiara,

dopo alcuni anni di lontananza hai ripreso a incontrare il Signore nella preghiera, mi dici di essere contenta, però ti vengono tante domande e perplessità. Per oggi ne tocco solo una tra quelle che mi poni: “Io ho messo da parte il Signore per tanto tempo, ora lo cerco, ma lui può voler parlare proprio con me? Quelli che faccio non possono essere solo pensieri miei?”. La prima cosa che mi viene da dirti è questa: Gesù ti ha cercata prima ancora che lo cercassi tu e ora è molto contento di poter parlare proprio con te. La mia certezza nel dirti questo viene dal Vangelo.

Gesù attraversa la Samaria, è stanco e si ferma vicino al pozzo detto di Giacobbe. Gli apostoli sono entrati nel villaggio per comprare da mangiare e lui è solo. Viene una donna samaritana ad attingere e lui le chiede dell’acqua. Lei si meraviglia che un giudeo si rivolga ad una samaritana (i giudei consideravano eretici tutti i samaritani e non volevano avere niente a che fare con loro), Gesù allora inizia un bellissimo dialogo con lei: le dice che lui può donare l’acqua della vita eterna, simbolo dello Spirito Santo; le fa capire che la conosce, perché sa che ha avuto cinque mariti e ora sta con un altro; le spiega che Dio non fa differenza riguardo ai luoghi in cui si prega, ma desidera dei figli che lo preghino con libertà e sincerità di cuore; infine proprio a lei, una donna incontrata per la prima volta e moralmente piuttosto confusa, rivela di essere il messia.

Puoi capire facilmente che il Signore non fa le cose per caso. L’evangelista Giovanni ci dice che Gesù conosceva quella donna e l’aspettava. Così nel vangelo lei diventa il simbolo di tutte le persone e i popoli che aspettano il messia. Questa donna lo ha incontrato, gli ha creduto e subito è andata a dirlo agli altri paesani, i quali solo ascoltandolo, senza pretendere miracoli, hanno capito che davvero Gesù era il salvatore del mondo.
Ti invito a leggere lentamente questo brano (Giovanni, capitolo 4), pensando che Gesù è proprio contento di parlare con questa donna e di rivelarle la cosa più importante che è venuto a dire sulla terra. E allora, quando leggi il vangelo, sempre puoi essere sicura che Gesù sta parlando proprio a te e ti dona l’acqua viva dello Spirito, perché tu possa comprendere e vivere ciò che lui ti dice.

Ti auguro una domenica di ascolto attento del Signore Gesù.
Il tuo DonS


Impegno
Proposta per questa settimana (puoi anche pensarne un’altra più adatta a te): ogni sera, prima di andare a dormire, leggi attentamente alcuni versetti del vangelo.



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